Festa e preghiera per i 50 anni di sacerdozio del cardinale Tettamanzi
Jun 03, 2007
Con una messa solenne in duomo, davanti a circa 10mila persone, il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, ha celebrato i suoi 50 anni di sacerdozio. Un pomeriggio intenso per tornare idealmente al 1957.
(korazym.org, 03/06/2007) MILANO - Con una messa solenne in duomo, davanti a circa 10mila persone, il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, ha celebrato i suoi 50 anni di sacerdozio. Un pomeriggio intenso per tornare idealmente al 1957 con l'ordinazione ricevuta dall'arcivescovo di allora, Giovanni Battista Montini, futuro Paolo VI. E proprio al pontefice, il cardinale di Milano si è ispirato nella sua omelia durante la quale ha parlato di tutti gli aspetti di essere prete: celebrare la messa, confessare e assolvere dai peccati, educare il cuore all'amore verso tutti.
"Sono tre le esperienze sacerdotali che desidero comunicarvi, - ha detto - esperienze divenute convinzioni e forza di vita, sono comunissime e condivise da tutti i sacerdoti, ma proprio per questo le ritengo importanti e decisive per il servizio che noi preti siamo chiamati a dare alla comunità cristiana e alla società, a tutti i credenti e a ogni uomo". Prima di ogni cosa c'è la messa, ricorda il cardinale: ''Quante porte, in questi cinquant'anni, il Signore mi ha aperto per farmi conoscere e vivere l'intimo vincolo tra la dimensione eucaristica del ministero del prete e la dimensione sacerdotale della celebrazione della Messa!'.
La seconda esperienza è quella dell'assoluzione nel sacramento della Penitenza. Un ministero pieno di emozioni, ha detto Tettamanzi, ma anche di difficoltà e fatiche. L'ultima invece "è quella che si collega all'educazione ricevuta in seminario e continuata poi con la cura della vita spirituale: è l'educazione del cuore, più precisamente di un cuore che riceve il dono e il compito del celibato sacerdotale''. ''Un amore verginale, dunque, di totale consacrazione al Signore, un amore che non si allontana dagli uomini perché chiamato, proprio a partire da Dio, ad aprirsi in continuità". L'arcivescovo ha voluto ricordare anche molte delle parole che Giovanni Battisti Montini, rivolse a lui e agli altri giovani preti al momento dell'ordinazione nel 1957. Ma primi fra tutti ha voluto ringraziare quanti in questi anni gli sono stati vicini. A cominciare dall'anziana madre. ''L'ho sentita al telefono e mi ha detto che mi è spiritualmente vicina - ha raccontato - e ha aggiunto: 'guarda che il mio cuore è più bello e più grande del Duomo di Milano''.
Alla messa alla quale erano presenti anche un centinaio di preti e concelebranti oltre ad alcuni vescovi, hanno assistito il sindaco di Milano Letizia Moratti, il presidente del Tribunale dei Minori Livia Pomodoro e altre autorità istituzionali, politiche e militari. Significativo il messaggio del sindaco Moratti che ha voluto ringraziare l'arcivescovo per "la sua sensibilità e il suo rigore di studioso, la sua attenzione pastorale e la cura dei più deboli". "Mi lasci dire, eminenza, Milano Le vuole bene. Grazie per la sua dedizione alla nostra città''. Per l'occasione, il cardinale Tettamanzi ha ricevuto diversi doni e a sua volta ha voluto regalare un rosario a tutti i presenti. L'invito alla preghiera come cuore di una giornata da ricordare.