Dionigi Cardinal Tettamanzi Dionigi Cardinal Tettamanzi
Function:
Archbishop of Milano, Italy
Title:
Cardinal Priest of Ss Ambrogio e Carlo
Birthdate:
Mar 14, 1934
Country:
Italy
Elevated:
Feb 21, 1998
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian Stoccata ai movimenti Teocon del cardinale di Milano: «no» a un cristianesimo aggressivo
Nov 01, 2006
Un implicito attacco ai cattolici definiti «Teocon» è venuto ieri dall'arcivescovo di Milano, il cardinale Dionigi Tettamanzi, nella prolusione di apertura del quarto convegno ecclesiale della Chiesa italiana in programma a Verona fino a venerdì prossimo.

(Il Tempo, 17 ottobre 2006) Un implicito attacco dunque a una Chiesa che solitamente preferisce - almeno così viene giudicata esternamente - arroccarsi sulle proprie posizioni senza essere aperta al dialogo con la società contemporanea. Una Chiesa che è troppo spesso propensa a «buttare» in faccia agli altri la propria verità, senza prima accogliere gli altri, senza prima vivere nel profondo la fede in cui crede. Invece, ha detto Tettamanzi, la fede va vissuta innanzitutto nel profondo di se stessi. E anche quando si parla della «speranza» - la «speranza« cristiana è il tema del convegno veronese - è opportuno ricordare che essa deve essere prima vissuta dentro se stessi, deve essere uno stile di vita interiore e profondo. Da Tettamanzi, quindi, un «no» implicito ma deciso a un cristianesimo aggressivo e militante dentro ogni ambito della società. «Si», invece, a una Chiesa più di retroguardia, ma comunque devota e fedele al Vangelo. Per suffragare le proprie parole, il cardinale di Milano ha chiesto aiuto anche a Sant'Ignazio di Antiochia: «Quelli che fanno professione di appartenere a Cristo - ha detto Tettamanzi citando Sant'Ignazio - si riconosceranno dalle loro opere. Ora non si tratta di fare una professione di fede a parole, ma di perseverare nella pratica della fede sino alla fine. È meglio essere cristiano senza dirlo, che proclamarlo senza esserlo». È un appuntamento importante, quello di Verona, che cade ogni dieci anni e che serve per fare il punto sulla situazione della Chiesa e per delinearne gli scenari futuri. Un appuntamento importante anche perché è dopo Verona che dovrebbe arrivare il nome del nuovo presidente della Cei al posto di Ruini. Dalla Chiesa del futuro, Tettamanzi si aspetta un nuovo protagonismo dei laici, chiamati a «un rinnovato impegno delle nostre Chiese e realtà ecclesiali per sviluppare una più ampia e profonda opera formativa che assicuri loro quell'animazione spirituale, quella passione pastorale e quello slancio culturale che li rende pronti e decisi, e dunque competenti, dialoganti, coerenti, operativi e coraggiosi, nella loro tipica testimonianza evangelica e umana al servizio del bene comune». «Ciò - ha concluso Tettamanzi - vale per tutti, anche per i politici cristiani». Prima delle parole di Tettamanzi, in un'arena veronese con qualche spazio vuoto, si sono illuminati i pannelli con le foto dei sedici testimoni della fede scelti dalle Conferenze episcopali regionali, le icone cioè dei santi scelti dalla diocesi italiane dietro ai celebranti. Alla litania dei santi di ogni Chiesa particolare, a ogni nome citato, si è illuminata l'immagine corrispondente. Sulla gradinata più in alto, al centro delle icone dei santi, vi era anche il crocifisso su una cupola dorata. Tra le persone presenti anche disabili, anziani e bambini. Dopo la riflessione di monsignor Flavio Roberto Carraro, vescovo di Verona, e la prolusione del cardinale Dionigi Tettamanzi, un momento musicale ha chiuso la celebrazione di apertura del convegno. Settecento volontari hanno lavorato per preparare la cinque giorni veronese. «C'è grande fermento - ha detto ieri don Giorgio Benedetti, della segreteria organizzativa dell'evento - in campo ci sono 700 volontari della diocesi affiancati da altri 650 della Protezione civile». Ancora più richieste sono arrivate per la celebrazione allo stadio con Benedetto XVI che avverrà giovedì 19 ottobre: «Ben 150 mila - rivela il sacerdote - e per farvi fronte abbiamo distribuito 37 mila biglietti per lo stadio, 15 mila per il palazzetto e 10 mila per i parcheggi antistanti lo stadio. In questi due luoghi saranno attivi dei megaschermi. In piazza Bra, infine, potranno accedere almeno altre 30 mila persone, anche senza biglietto. Sono stati garantiti anche 2 mila biglietti per i disabili e i loro accompagnatori». Prima di Tettamanzi ha ieri preso la parola Flavio Roberto Carraro, vescovo di Verona. È stato lui a ricordare come il convegno sia «rivolto ai cristiani di comunità lontane da Roma, disperse e che scoprono di vivere in una dimensione fuori dal mondo perché le rende diverse e deboli agli occhi del loro mondo. In molti casi perseguitate, e lo sono oggi come ieri».
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