Il cardinale Tettamanzi in campeggio
Jul 31, 2006
L'arcivescovo di Milano in Valle d’Aosta, per incontrare i campeggi parrocchiali, le case di soggiorno per gruppi di ragazzi degli oratori e i villeggianti milanesi nella zona. I particolari...
(Korazy.org, 19/07/2006) Il cardinale Dionigi Tettamanzi ha visitato ieri mattina in Val d'Aosta i campeggi parrocchiali, le case di soggiorno per gruppi di ragazzi degli oratori e i villeggianti milanesi. E’ un appuntamento che dice la stima e le aspettative della Chiesa nei confronti di queste esperienze educative molto efficaci seguite con passione da sacerdoti, religiose e tanti volontari. L’esperienza dell’oratorio feriale ha impegnato le parrocchie a raccogliere per più di un mese moltitudini di ragazzi per far vivere con gioia e con positività il tempo libero estivo: sono proposte pastorali che si declinano globalmente nella dimensione della quantità.
Il campeggio e le case autogestite sono invece occasione di più ristretti gruppetti che mirano a vivere un'esperienza forte di impegno educativo nella linea di una fraternità-comunione che nasce dalla condivisione totale di vita sotto le tende, nello stile essenziale della vita spartana in mezzo ai boschi e in alta montagna, nel servizio reciproco di autogestione che assieme agli educatori vede personale volontario e tecnico fatto di adulti generosi; il tutto entro una ricerca di motivazione spirituale e di preghiera che trasforma questi giorni in una autentica esperienza di Chiesa.
Decisivo è il ruolo degli educatori che sanno preparare da lontano questo breve ma intenso periodo di condivisione piena con i propri ragazzi. Anche solo 10 giorni o 15 vissuti con stile e spiritualità ad alto livello divengono più efficaci pastoralmente di tutto un anno di catechesi e formazione in parrocchia. Per questo merita si offra questa esperienza a quei ragazzi e adolescenti che più di altri si sono mostrati sensibili e pronti per un ulteriore salto di qualità. Ogni famiglia, e quindi ogni ragazzo, ha le sue ferie: queste esperienze di campeggio sono non vacanze “alternative” ma autentici campi scuola.
Lo si fa coi ragazzi e gli adolescenti, ma cresce il numero di giovani e giovani coppie che anche per una settimana ricercano questi momenti formativi nella distensione della natura intatta e nella calda esperienza di condivisione e accoglienza. Naturalmente molto dipende anche dalla passione del prete e della religiosa che in queste faticose dedizioni sanno trarre il frutto migliore per un rilancio educativo e una incisione spirituale facilitata da un rapporto di amicizia e di fraternità.
Non meno straordinario è il valore pastorale di avere attorno appassionati adulti che al campeggio dedicano cura e servizio per la parte tecnica e logistica. Un campeggio in tende richiede la cura di tutto un anno, oltre le feroci imprese del “piantare” e “smontare” l’accampamento. Uomini e donne che sentono la parrocchia come cosa propria e mettono a disposizione le loro competenze professionali e tecniche, sono ancora oggi una benedizione per le nostre comunità. Assieme a questi volontari sta poi tutto il "giro" delle famiglie interessate a queste esperienze, e quindi v’è un dilatarsi di contatti e di conoscenze che allargano le occasioni di annuncio e di evangelizzazione.
Il Gruppo Campeggi Riuniti è un'emanazione della pastorale diocesana del turismo che da quasi 25 anni gestisce il coordinamento di un centinaio di nostri campeggi parrocchiali, nello scambio dei terreni, nella formazione dei tecnici e dei volontari, e nelle pratiche amministrative, sanitarie e fiscali. Al loro sito ( www.campeggiriuniti.it) bisogna far riferimenti per nuove adesioni e per ogni informazione, compresa la disponibilità di posti per gruppi parrocchiali che eventualmente fossero rimasti sprovvisti di proprie strutture. In particolare si avvia un “gemellaggio” anche con case autogestite, così da divenire alternative alla tende qualora per vari motivi ci si trovasse impossibilitati a piantare il campo.
La visita dell’Arcivescovo vuol essere un incoraggiamento - in particolare ai sacerdoti - a credere a questo formidabile strumento educativo, anche se implica sacrifici e a volte rinuncia a proprie ferie, perché ripaga: per i ragazzi è il ricordo più bello della loro vita, e proprio da questa condivisione con i preti sono nate tante vocazioni sacerdotali.