Dionigi Cardinal Tettamanzi Dionigi Cardinal Tettamanzi
Function:
Archbishop of Milano, Italy
Title:
Cardinal Priest of Ss Ambrogio e Carlo
Birthdate:
Mar 14, 1934
Country:
Italy
Elevated:
Feb 21, 1998
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian 2 giugno, l'incontro del cardinale con i cresimandi
Jun 24, 2006
A Milano, l'incontro di 50mila cresimandi con l'arcivescovo, cardinale Dionigi Tettamanzi. Allo stadio Meazza di San Siro, un appuntamento diventato ormai una tradizione.

(korazym.org, 06/06/2006) L'incontro dei cresimandi con l'Arcivescovo è uno degli appuntamenti più attesi e ai quali lo stesso cardinale tiene di più. Anche quest'anno, come è consuetudine, la festa (perché di festa si tratta) si è svolta il 2 giugno nello stadio "Mezza" di San Siro, Milano. Uno stadio che si è riempito di ragazzi, catechisti e genitori, lasciando vuoto solo lo spicchio di tribune dietro all'Arcivescovo, dove è stato disteso uno ampio telone raffigurante case e palazzi di quella città di cui Tettamanzi invita a i ragazzi a farsi "sale e luce".

Questo appuntamento è significativo anche per i tanti giovani volontari che contribuiscono all'organizzazione, in particolare per i figuranti. Il loro lavoro è iniziato in mattinata: c'è da attaccare i cartelli, controllare che tutto sia a posto, installare i microfoni e soprattutto provare le figurazioni, quelle immagini, apprezzabili solo dall'alto, realizzate sul campo da giovani che corrono con bandiere, scatoloni, teli e altri strumenti.

"Il nostro compito è aiutare i ragazzi a pregare" - ripete in continuazione Alessandro Bianchi, che pazientemente ne coordina il lavoro. I pullman dei cresimandi iniziano ad arrivare verso le 15 e velocemente lo stadio si riempie, mentre alcuni animatori cercano sin dall'inizio di scuotere i ragazzi con canti e balli. Tutte le sette zone pastorali sono rappresentate, in un tripudio di colori. Quando alle 17 arriva il Cardinale, i ragazzi sono caricatissimi. Inizia il canto "Siete luce, siete sale", inno dell'oratorio feriale appena concluso, che ci ha accompagnato per lunghi mesi. Anche il tema dell'incontro ricalca quello dell'oratorio invernale e più in generale si inserisce nella linea pastorale vigorosamente seguita da Dionigi Tettamanzi sin dal suo ingresso a Milano: la missionarietà, e in particolare l'impegno dei cristiani in una realtà complessa come la nostra.

L'obiettivo è costruire nelle nostre città la "città di Dio", come viene detto in uno dei dialoghi che svolgono il richiamo alle beatitudini, il passo evangelico scelto. Per raggiungerlo, è di importanza basilare "stringere relazioni con gli altri", come dice uno dei lettori, e come sottolinea anche l'Arcivescovo dicendo: "Lo Spirito Santo che ricevete nella Cresima è come soffio di vento che accompagna e sostiene la vostra amicizia con Gesù, con i fratelli e con tutti i poveri del mondo". Tettamanzi invita a essere "poveri in spirito, cioè ricchi di tutti i doni di Dio, che non sono appariscenti; miti, cioè buoni, che non gridano né giudicano; puri di cuore, cioè creativi nelle relazioni e originali nella carità".

E' il momento del Vangelo, introdotto da un'alleluja cantata da tutto lo stadio, e poi tocca al Cardinale rivolgersi direttamente ai ragazzi. Un compito difficile, perché essi, che frequentano la scuola media e sono ancora un po' bambini, hanno tanta voglia di sentirsi grandi. Ma l'Arcivescovo riesce subito a stabilire un contatto: "Sono sicurissimo che Gesù oggi è contento di noi perché siamo insieme. Mi piacerebbe proprio conoscere tutti i vostri nomi, salutare ognuno, sorridervi e stringere la mano a ciascuno".

Poi spiega il brano di Vangelo, il senso che le beatitudini hanno oggi: "Ci sono dunque molti modi di essere beati, per ridare il gusto della vera gioia alla città, per ridare il sapore al mondo che sembra averlo smarrito nel vuoto della noia, nel peso dell'egoismo, nel grigiore dell'indifferenza, nel buio dell'ingiustizia e della violenza". Il cardinale invita i ragazzi a non farsi distrarre dai falsi miti: "Per essere felici non aspettiamo una vincita milionaria, non sogniamo il successo dei divi, non partiamo per un altro pianeta. Noi siamo felici perché abbiamo già tutto da Dio, in Gesù Cristo".

Li esorta ad ascoltare gli educatori, a pregare, a donarsi: "Una vita così non perderà mai il suo sapore, ma lo potrà offrire a tutti". Terminato il discorso tra gli applausi, la cerimonia volge alla conclusione, con le intercessioni (lette da un sindaco, dal giornalista Bruno Pizzul, da un imprenditore, da una ragazza), il mandato missionario e le benedizioni. Ma, anche arrivati alla fine, nessuno sembra volersene andare. Non i ragazzi, che si attardano per poter salutare il cardinale; non i giovani figuranti, che gli si accalcano intorno scandendo il suo nome; non il nostro arcivescovo, che gira per il campo e sembra voler davvero abbracciare tutto lo stadio.
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