Due beati sotto il Duomo: è la prima volta
May 07, 2006
Il cardinale Tettamanzi e Josè Saraiva Martins innalzano agli altari Don Luigi Monza e il monsignor Luigi Biraghi
(Corriere della Sera, 30 aprile 2006) MILANO - Don Luigi Monza e monsignor Luigi Biraghi sono stati proclamati beati. E il rito, per la prima volta nella storia, è stato celebrato non in San Pietro, a Roma, ma nella cattedrale «di riferimento» per i due sacerdoti cui è stato riservato l'onore degli altari, cioè il duomo di Milano.
Per un giorno, quindi, Piazza Duomo è sembrata Piazza San Pietro.
Con il cardinale Dionigi Tettamanzi a fare, in un certo senso, le veci del Papa, anche se la solenne formula di beatificazione è stata letta dal cardinale Josè Saraiva Martins, prefetto della Congregazione dei Santi, a nome di Benedetto XVI. È stato proprio papa Ratzinger a decidere che i beati dovessero essere proclamati nella loro diocesi, per sottolineare il loro essere figli di una chiesa locale. In Piazza Duomo oltre 15 mila persone a rendere omaggio ai due sacerdoti le cui gigantografie sono state affisse ai lati del palco sul sagrato della cattedrale della città. Un riconoscimento quello della Chiesa e di tutta la comunitá religiosa non legata solo ai miracoli.
LE «MARCELLINE» - Il cardinale Tettamanzi annunciando l'evento di oggi aveva ricordato di Biraghi «il contributo fondamentale per il ritrovamento del corpo di Sant'Ambrogio, ma soprattutto la sua attività di formazione a cui seppe associare una vasta attivitá missionaria, sostenendo la fondazione dell'istituto delle Missioni estere di Milano e socio-assistenziali». Un contributo che ha portato il sacerdote Biraghi a fondare, insieme a Marina Videmari, l'ordine dell'istituto delle «suore Marcelline».
«LA NOSTRA FAMIGLIA» - Non da meno il contributo che ha dato alla chiesa don Luigi Monza, fu lui a fondare l'istituto secolare delle Piccole Apostole delle Carità, che oggi conta circa 300 operatori e l'Associazione «La Nostra Famiglia», per la formazione e l'educazione dei bambini disabili. Un istituto presente non solo in Italia, ma anche in Brasile, Ecuador e Sudan e che oggi vede all'opera oltre 2mila volontari.