Dionigi Cardinal Tettamanzi Dionigi Cardinal Tettamanzi
Function:
Archbishop of Milano, Italy
Title:
Cardinal Priest of Ss Ambrogio e Carlo
Birthdate:
Mar 14, 1934
Country:
Italy
Elevated:
Feb 21, 1998
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian Non c'è politica se non c'è sogno
Feb 10, 2006
Forte invito agli amministratori locali da parte del Cardinale di Milano a ripensare il proprio ruolo nella società attuale

(La Voce di Milano, 5/2/2006) “Rimettiamo al centro la politica, anche come amministratori locali”; più chiaro ed esplicito il Cardinale Tettamanzi non poteva essere durante l’incontro con gli amministratori pubblici locali della Diocesi che si è tenuto a Milano nella serata di venerdì presso l’Auditorium “Famiglia Cristiana”  di proprietà dell’Editrice San Paolo. L’appuntamento di Milano segue altri analoghi che si sono tenuti a Monza e Lecco. Quello  previsto a Varese per il 27 gennaio è stato rimandato a causa della neve.

Sin dalle prime righe del suo discorso il Presule ha ricordato come questi incontri vogliono essere “un segno di richiamo specifico e singolare alla necessità di una politica intelligente e aperta”; Tettamanzi ha ricordato i problemi di cui è vittima oggi la politica: l’indifferenza, il distacco, addirittura il rifiuto.

Senza entrare nel merito il Cardinale ha evidenziato come l’argomento di attualità sia “la giustizia e l’onestà dell’amministratore”.

Ai presenti il Presule ha ricordato la Parabola dell’amministratore fedele; nel Vangelo di Luca si legge tra l’altro il richiamo di Gesù ai discepoli: “Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro”.

Partendo da questa immagine Tettamanzi detta una sorta di vademecum agli amministratori; vi è infatti il monito “ad essere nel segreto ciò che siete in pubblico” cui segue “l’invito ad eliminare le finzioni e i comportamenti opportunistici” .

Su questa scia ecco l’invito alla “saggezza e fedeltà dell’amministratore”, in primis al suo popolo, nella logica di essere “un servo, non il padrone”.

Ed è proprio nella fedeltà che “si iscrivono i valori e le esigenze dell’onestà e della giustizia”, solo qualche riga prima trattate en passant.

La fedeltà per il Cardinale è strettamente legata “a una responsabilità assunta”, da ricordarsi ogni giorno, una responsabilità sia civile che sociale.

E’, in ultimo, una fedeltà alla parola data, agli impegni presi con la gente.

Ritornando al disinteresse generale alla politica, il Presule ha “rincuorato” gli amministratori; egli infatti è consapevole della loro solitudine, “senza nessuno a cui importi di capire che cosa state facendo”.

Il buon amministratore non può vivere in astratto rispetto alla realtà, ma ha “vitalmente bisogno di conoscere il proprio tempo”.

Tettamanzi ha poi lanciato un invito che assume  un peso specifico particolare in vista delle prossime elezioni politiche; non ha nascosto infatti l’esigenza di una “sobrietà delle parole”. In queste giornate di sovraesposizione televisiva dei principali leader politici nazionali, ecco il richiamo a “non lasciarci abbagliare dalle luci della ribalta né coinvolgere dal clamore mediatico”.

La politica necessita di sobrietà nelle parole, di un silenzio operoso e di uno sguardo attento alla storia e ai suoi mutamenti.

Il Presule non si nasconde come il dibattito politico attuale risulti essere sterile, senza contenuto; ecco quindi che sorge la domanda: “Che cosa ne è oggi della politica?”

La politica è “mera ricerca di un potere da esibire, forse più che da utilizzare” le questioni vere “non sono più centrali”.

Non è quindi solo un problema di corruzione economica, ma politica: è il “non uso della politica da parte di chi dovrebbe esercitarla”.

Agli amministratori locali segue un invito che apparentemente può suonare singolare: “responsabilizziamoci verso la globalizzazione!”  in quanto la sfida per Tettamanzi è di “tenere insieme il bene locale e quello dell’intera umanità”.

La domanda di sicurezza proveniente dalla popolazione non è solo rivolta alla tutela contro ladri e banditi, ma vi  è altro. Vi è la “paura dell’ignoto e del diverso”.

Ecco perchè il bravo amministratore è chiamato a “allargare gli orizzonti, a costruire la pace come obiettivo comune” a pensare l’accoglienza come “regola di questa nuova e moderna comunità”

Il Cardinale più volte invita i presenti a volare alto, a ripensare la politica, ricorrendo anche ad immagini suggestive come “non c’è politica se non c’è un sogno da tradurre nella realtà”.

Ed ecco quindi l’attualità delle parole di Don Primo Mazzolari pronunciate subito dopo la seconda guerra mondiale, una vera frustata alla classe politica: “per chi ha bisogno unicamente di arrivare al potere e di tenerlo a qualsiasi costo è più redditizia l’apparizione delle comparse che quella dell’uomo”.
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