Dionigi Cardinal Tettamanzi Dionigi Cardinal Tettamanzi
Function:
Archbishop of Milano, Italy
Title:
Cardinal Priest of Ss Ambrogio e Carlo
Birthdate:
Mar 14, 1934
Country:
Italy
Elevated:
Feb 21, 1998
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian Il coraggio del silenzio secondo Tettamanzi
Feb 01, 2006
Questo l'invito posto ai giornalisti dal Cardinale di Milano durante l'incontro tenutosi presso il Circolo della Stampa di Milano in occasione della festa del Patrono della categoria, San Francesco di Sales.

(vocedimilano.it, 29-1-2006) Non una tradizionale tavola rotonda, ma una confessione, laica e allargata. Così si può definire l’incontro dal titolo: “La notizia, l’uomo, il testimone” tenutosi tra il Cardinale Dionigi Tettamanzi e i giornalisti nella giornata di sabato presso il Circolo della Stampa di Milano.

Nella sala grande del Circolo, ricca di stucchi e ori,  si sono confrontati con il Presule quattro operatori dell’informazione provenienti da diverse esperienze professionali: Gianfranco Fabi, Vicedirettore “Il Sole 24 ORE”, Tiziana Ferrario, volto noto della televisione italiana, conduttrice e inviata del Tg1 Rai, Riccardo Bonacina, Direttore editoriale di “Vita”, rivista che dà voce al mondo del no profit e volontariato, Roberta Filippini, cronista dell’Ansa, moderati da Alessandro Zaccuri, conduttore de “Il grande Talk” di Sat 2000.

Ognuno dei protagonisti ha portato innanzitutto la propria testimonianza di vita; Zaccuri ha ricordato all’inizio uno dei moniti di S. Francesco di Sales, Patrono dei giornalisti, contenuto all’interno dell’opera “Vita devota”: “Cercate le virtù migliori, non le più appariscenti”

Nel suo saluto iniziale Franco Abruzzo, Presidente dell’ Ordine dei Giornalisti della Lombardia,  ha sottolineato come rispetto a trent’anni fa mancano le basi di un confronto tra giornalismo e attività sociale; al contempo però è cresciuta la consapevolezza dell’importanza della deontologia professionale la quale deve mantenere come punto costante la dignità dell’uomo.

Si diceva di una grande confessione; questa occasione è stata infatti anche una rivisitazione del ruolo del giornalista nella società attuale.

Molte volte l’operatore dell’informazione rischia, secondo Fabi, di alzare il cinismo e l’ipocrisia a valore mentre vi è sempre più bisogno di umanità.

Il giornalista dovrebbe avere la consapevolezza, secondo il vicedirettore de “Il Sole 24 ORE” ,di mantenere una forte tensione etica, un impegno educativo, come quello rilanciato nel “Manifesto all’Educazione” del dicembre scorso.

Il Cardinale Tettamanzi ha ricordato come “solo dove l’uomo è vero vi sarà notizia buona”; riprendendo la sottolineatura sull’educazione, il Presule ha ribadito come: “ sempre si fa educazione, in negativo e in positivo; l’educazione è un fatto ineliminabile”.

L’invito dell’Arcivescovo è a mantenere presente come “il primo segno distintivo non viene dal giornalista, ma è all’interno dell’Avvenimento <la nascita del Salvatore ndr> stesso. Questa è la Notizia che si fa carne umana”

Tiziana Ferrario, partendo dalla sua esperienza di inviata di guerra ha posto il problema della responsabilità etica del giornalista in particolare alla luce del rischio di una propaganda ove gli stessi operatori dell’informazione possono essere usati e visti come testimoni scomodi.

La conduttrice del TG1 ha ricordato come l’Italia sia classificata al settantanovesimo posto a livello mondiale per la libertà d’informazione, visti anche i problemi legati alla concentrazione di proprietà dei mezzi d’informazione.

A precisa domanda della videogiornalista, il Cardinale non ha nascosto come “i Telegiornali italiani mi piacciono non tanto”, in quanto secondo il Presule sono “la fiera delle parole”, ricchi di opinioni, ma non aderenti ai fatti.

Quei fatti, quelle notizie vere di cui invece è alla ricerca Riccardo Bonacina; il direttore di Vita ha ricordato come vi sia sovrabbondanza di comunicazione, ma quanto ci viene raccontato non si riferisce alla nostra vita quotidiana, l’agenda degli avvenimenti ci viene imposta da fuori.

Ecco l’invito provocatorio di Bonacina: “raccontare la realtà deve anche portare a un coinvolgimento” e “cercare le notizie tra quelle che finiscono nel cestino delle redazioni. Quelle sono le cose reali”.

Il direttore di Vita ha indicato come nelle notizie la “persona non venga mai invocata” ed ecco la citazione di Charlie Brown, personaggio dei Peanuts che riassume a suo modo la condizione del giornalista al giorno d’oggi: “So tutto, ma non conosco niente”.

Riprendendo questa frase, Tettamanzi ha rimarcato come: “proprio su questo punto si crea il rapporto centrale tra l’io e il tu. La regola prima e ultima è sapere che si scrive non per sé, ma per qualcuno”.

Ed ecco l’invito provocatorio agli operatori della comunicazione: ad avere, in alcune occasioni, il coraggio del silenzio.

Sul finale Roberta Filippini si è posta criticamente rispetto all’opinione comune che la gente non sia interessata a leggere cose serie; ecco quindi la perdita degli ideali che animavano gli anni iniziali della professione, il servilismo imperante che viene premiato invece che disprezzato.

Il Cardinale ha evidenziato come la Chiesa possa  sì richiamare a una correzione di rotta, ma il compito principale spetta ai giornalisti, in primis quelli che si dicono cattolici, che devono sentire questa istanza di serietà per migliorare il mondo della comunicazione.
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