Tettamanzi con i detenuti per l'amnistia
Dec 26, 2005
Appello comune per l'atto di clemenza: «Wojtyla aveva chiesto al Parlamento gesti concreti di riconciliazione. Lo hanno deluso»
(Corriere della sera, 25 dicembre 2005) MILANO - «Giovanni Paolo II ha lottato per noi. Ha chiesto al Parlamento gesti concreti di riconciliazione. Lo hanno deluso. Hanno appeso una targa in memoria della sua visita». Le parole pronunciate da un detenuto al cardinale Dionigi Tettamanzi sono state fatte proprie dall'arcivescovo di Milano nell'omelia della consueta messa natalizia celebrata nel carcere di San Vittore. Il cardinale ha riletto parola per parola, dicendo di condividerlo appieno, il messaggio del carcerato anche là dove aveva detto: «Ci saranno segnali di clemenza per noi? Possiamo ancora dire ai nostri figli che presto torneremo a casa? La voce della Chiesa si alzerà sempre per invocare clemenza? Ritorni la grazia nella nostra giustizia. Dalle autorità, che ringraziamo per la loro presenza qui, ci attendiamo un impegno concreto perché la salvezza dell'uomo non sia una chiacchiera, ma una rinascita di vita».
RISCATTO DALLE TENEBRE - Nel resto dell'omelia Tettamanzi ha invitato i detenuti a non rinunciare alla speranza e a farsi apostoli di pace perché «il riscatto delle tenebre non venga mai meno». «Ci sono situazioni - ha detto ancora - nelle quali la disperazione è tale da indurre alcuni a togliersi la vita. Ebbene: in quel momento il compagno di pena può e deve farsi apostolo di speranza».
Al termine, dopo aver ricevuto i doni (compreso un gioco, Criminal mouse, «con il quale Sua Eminenza potrà giocare con il proprio segretario» ha scherzato il cappellano), il cardinale si è tolto i paramenti e tra gli applausi è andato a stringere le centinaia di mani protese attraverso le sbarre dei raggi. Ed è stato in quel momento che nell'esagono in cui si affacciano i corridoi dei raggi è rimbombato il coro «indulto, amnistia, libertà», ma non ci sono mai stati momenti di tensione. Il cardinale non ha smesso di stringere mani e di sorridere a tutti. C'è anche chi gli ha fatto giungere un messaggio personale attraverso il comandante delle guardie. Il presule lo ha preso con sè prima di visitare il centro clinico. Il contenuto del messaggio non è noto.
ASSENTE FIORANI - Ad assistere alla messa c'erano centinaia di reclusi. Non c'era l'ex ad di Bpi, Gianpiero Fiorani. Tra le autorità il sindaco Gabriele Albertini. Al termine, quando il cardinale è uscito, è arrivato il presidente della provincia Filippo Penati per discutere con il capo del dipartimento Luigi Pagano dell'iniziativa tesa a offrire alle mamme detenute con i loro figli la possibilità di condividere uno spazio fuori da San Vittore. Sempre in mattinata sono arrivati anche alcuni deputati, tra i quali Giuliano Pisapia, per assicurare ai detenuti l'impegno a sostenere l'iniziativa parlamentare dell'amnistia.