Carugo 'vota' Tettamanzi
Apr 24, 2005
In paese abitano mamma e sorella. Nel centro brianzolo vivono i familiari di Tettamanzi. La sorella: «Aspettiamo in silenzio»
(Corriere di Como, 18 di aprile 2005) Oggi si apre il conclave. E i 115 cardinali elettori si riuniscono per decidere il nome del successore di Karol Wojtyla alla guida della Chiesa cattolica. Saranno ore certo non facili. Sulle spalle dei cardinali pesa una responsabilità immensa.
Ma fuori, tra i fedeli come tra gli scettici, prevale la curiosità. Si fanno pronostici. Un atteggiamento tutto sommato comprensibile. E anche sull'asse Como-Roma prende corpo un filo che unisce la Brianza lariana alla capitale della cristianità.
A Carugo, ad esempio, si respira un'atmosfera di attesa particolare. Tra i papabili spicca il nome di Dionigi Tettamanzi, attuale arcivescovo di Milano. Il porporato ha condiviso a lungo la sua vita di uomo e di sacerdote con la gente della Brianza. A Carugo vivono la madre e la sorella del cardinale. E Tettamanzi non ha mai perso l'abitudine di tornare in paese appena possibile. Nessuno lo dice espressamente: ma se fosse proprio lui il nuovo Papa, molti avrebbero un tuffo al cuore. Un sussulto di orgoglio e di gioia che li proietterebbe direttamente nella storia.
«Certo, l'elezione di Dionigi Tettamanzi sarebbe una soddisfazione immensa per tutta la nostra comunità - afferma il sindaco, Mario Tagliabue - Tra gli ultimi sette Papi, quattro erano lombardi: Pio XI, Pio XII, Giovanni XXIII e Paolo VI. Se anche il nuovo pontefice fosse lombardo, sarebbe una responsabilità immensa per la nostra regione. Sono un credente praticante e la prospettiva di Tettamanzi mi fa letteralmente tremare i polsi. Conosco personalmente il cardinale, da quando insegnava in seminario».
Tettamanzi è davvero uno di casa, in questo angolo di Brianza dove tutti si conoscono e dove il centro storico dista 300 metri dall'estrema periferia.
«Anche dopo la sua creazione a cardinale - prosegue il primo cittadino - Tettamanzi è venuto spesso a Carugo per fare visita ai suoi familiari. Poche settimane fa, il giorno di Santo Stefano, era qui. E ha celebrato la messa vespertina».
Tagliabue sfoglia l'album dei ricordi. «Sono andato a Roma in treno con lui nel 2000 - dice - in occasione del Giubileo. Ma ci siamo incontrati in molte occasioni. Davvero, non riesco nemmeno a immaginare cosa accadrebbe se al nostro cardinale fosse affidata la guida della Chiesa».
Un invito alla moderazione e alla preghiera giunge dal parroco di Carugo, don Leonardo Fumagalli, che dal febbraio 2004 guida la comunità come successore di don Felice Cattaneo, recentemente scomparso.
«Nessuno può negare che, se fosse eletto Tettamanzi, saremmo tutti felici - afferma il parroco - ma non dimentichiamo che queste decisioni sono affidate allo Spirito Santo. È importante che sia eletto il Papa giusto per questo momento storico. E noi dobbiamo vivere l'attesa con spirito ecclesiastico. Non ci auguriamo nulla - conclude il parroco - se non il bene della Chiesa».
I familiari del cardinale Tettamanzi, dal canto loro, preferiscono tacere. Attendono la decisione del conclave con grande compostezza e rispetto per l'estrema importanza dell'evento. «Per ora non rilasciamo alcuna dichiarazione - dice la sorella Giovanna al telefono - Siamo uniti in questa decisione, nell'attesa dell'esito finale». Da queste parti la gente preferisce i fatti concreti più delle previsioni e delle speculazioni. Ma tutti gli occhi sono puntati verso Roma. In attesa della fatidica fumata bianca.