Il cardinale Sodano per S. Ponziano
Jan 30, 2006
Il Cardinale Angelo Sodano in Duomo a Spoleto per San Ponziano
(Avvenire 15 gennaio 2006) Oltre diecimila persone hanno partecipato ieri alle festività in onore di S. Ponziano, patrono e protomartire di Spoleto. La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato di papa Benedetto XVI. Il porporato decidendo di venire a Spoleto ha inteso unirsi all’arcidiocesi che nello stesso giorno ha ricordato, con gratitudine al Signore, il decimo anniversario del servizio episcopale dell’arcivescovo Riccardo Fontana. Insieme al card. Sodano e a mons. Fontana hanno concelebrato il nunzio apostolico in Italia, mons. Paolo Romeo, i vescovi umbri, l’arcivescovo di Pisa, Chiesa di origine del presule spoletino, altri vescovi legati a Fontana e i sacerdoti diocesani. Ha partecipato alla celebrazione anche la presidente della regione, Maria Rita Lorenzetti, il sindaco di Spoleto, Massimo Brunini, tutti i sindaci dei comuni della diocesi e le massime autorità militari. Il cardinale nella sua omelia ha richiamato i fedeli all’essenza del cristianesimo, cioè a Cristo. “S. Ponziano, i vostri santi e martiri sono un esempio per tutti noi, ha detto Sodano. La fede in loro sarà una potente spinta per affrontare i vostri impegni familiari e sociali. La fede non ci fa evadere dal mondo, ma ci spinge ad operare in esso, vedendo in tutti, soprattutto nei giovani e nei sofferenti, il volto del Redentore”. Il Segretario di Stato nel ricordare i dieci anni di servizio episcopale di Fontana a Spoleto, ha portato la benedizione del papa, da sempre vicino a questa terra umbra, patria di S. Benedetto da Norcia di cui il successore di Pietro ha preso il nome. “Come dimenticare, ha continuato Sodano, che proprio dalla vicina Norcia si è diffuso nel mondo quell’esperienza religiosa, uscita dalla mente e dal cuore del patrono d’Europa?”
Il celebrante ha poi tracciato un breve profilo di S. Ponziano, felice cavaliere del cielo, come viene chiamato da un antico inno spoletino. Nel 164, quando Ponziano era quasi diciottenne, al tempo dell’imperatore Antonino, a Spoleto fu inviato il giudice Fabiano. Questi aveva l’istruzione di costringere a sacrificare agli idoli quanti più cristiani gli riuscisse di trovare. La maggioranza degli spoletini, però, rimase ferma nella fede in Gesù Cristo. Tra questi anche il giovane Ponziano, che alla domanda del giudice ‘come ti chiami’ rispose: “Ponziano è il nome che i miei genitori mi hanno imposto, ma più di ogni altra cosa preferisco essere chiamato cristiano”. Per non tradire la sua fede il giovane Ponziano fu decapitato alle porte della città, presso il Ponte Sanguinario, il 14 gennaio del 175.
Al pomeriggio la sacra testa del martire, unica reliquia, insieme ad una costola, giunta fino a noi, è stata riportata processionalmente nella basilica a lui dedicata. Il corteo religioso per le vie della città, secondo un’antichissima tradizione spoletina, è stato scortato da oltre cento cavalli e cavalieri. Ponziano simbolo dell’identità del territorio spoletino che punta sui giovani e la loro fede, è anche invocato contro la calamità del terremoto, che nelle ultime settimane è tornato a farsi sentire in Umbria, con epicentro proprio Spoleto.