Angelo Cardinal Sodano Angelo Cardinal Sodano
Function:
Former Secretary of State, Roman Curia
Title:
Cardinal Bishop of Suburbicarian See of Ostia
Birthdate:
Nov 23, 1927
Country:
Italy
Elevated:
Jun 28, 1991
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian “Più si spende per gli armamenti e meno rimane per gli affamati”
Oct 24, 2005
Nell’intervenire questo lunedì mattina presso il Palazzo della F.A.O. (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura) a Roma, il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato vaticano, ha sottolineato la priorità di indirizzare le risorse economiche nella lotta contro la fame nel mondo piuttosto che nelle guerre.

ROMA, martedì, 18 ottobre 2005 (ZENIT.org).- “Promuovere lo sviluppo agricolo e la formazione di condizioni che garantiscano pienamente il fondamentale diritto alla nutrizione costituisce un apporto determinante alla causa della sicurezza internazionale, e quindi, della pace”, ha affermato.

L’intervento del Cardinale Sodano, ha avuto luogo lunedì 17 ottobre, nel corso dell’assemblea straordinaria per il 60° anniversario di questa Organizzazione che fu istituita giuridicamente nella città di Québec (Canada) il 16 ottobre 1945, e la cui sede è stata trasferita da Washington a Roma nel 1951.

La riunione, presieduta dal Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi, ha visto la presenza di Capi di Stato e di Governo, di Ministri ed Ambasciatori in rappresentanza dei 188 Stati membri della F.A.O. Presente anche il Presidente brasiliano Luiz Inácio “Lula” Da Silva, al quale è stata conferita la “Medaglia Agricola”, il massimo riconoscimento di questo Organismo delle Nazioni Unite.

Jacques Diouf, Direttore Generale della F.A.O., ha spiegato che il riconoscimento a “Lula” è stato attribuito per la sua intensa attività nella lotta contro la fame e in particolare per avere ideato il “programma ‘Fame zero’ volto a liberare milioni di brasiliani dalla denutrizione, contribuendo inoltre a favorire la distribuzione di cibo nei Paesi poveri del mondo”.

Nel prendere la parola, il Cardinale Segretario di Stato ha recato il saluto di Benedetto XVI e il suo auspicio che si dia continuità all’azione internazionale contro la fame e la malnutrizione, ed ha affermato che quello di “liberare l'umanità dallo spettro della fame mediante la promozione dell'attività agricola in ogni Paese”, è “un obiettivo sempre attuale e che anzi diventa più che mai urgente”.

“Oggi, la F.A.O. si trova di fronte ad un mondo che, nonostante talune dolorose divisioni, manifesta un bisogno crescente di riunirsi intorno a obiettivi comuni per dare un senso solidale alla convivenza della famiglia umana”, ha continuato il porporato.

A distanza di sessant’anni dall’istituzione della F.A.O., la comunità internazionale che si era prefissata di impegnarsi “a garantire un'alimentazione sufficiente per il mondo intero, grazie ad una condivisione razionale dei frutti della terra”, non deve “permettere che le enormi difficoltà che tale compito ancora presenta diminuiscano la fermezza dell'impegno”, ha aggiunto.

“E' noto che a livello mondiale è possibile disporre di cibo sufficiente per soddisfare le necessità di tutti. Perché allora tante persone rischiano di morire di fame?”, si è quindi domandato il Segretario di Stato vaticano.

Fra i vari motivi, il Cardinale ha individuato il “fatto che alcune forme di assistenza allo sviluppo sono subordinate all'attuazione da parte dei Paesi più poveri di politiche di aggiustamento strutturale, per poter accedere al mercato dei prodotti agricoli”.

“Nei Paesi più sviluppati vi è, poi, una cultura consumistica che tende ad esaltare falsi bisogni a discapito di quelli reali”, ha quindi sottolineato.

“Una campagna efficace contro la fame richiede, quindi, molto di più della semplice indicazione di come correttamente debbano funzionare i meccanismi di mercato o le tecniche per ottenere livelli più alti di produzione alimentare”, ha poi osservato il porporato.

“Diventa necessario, prima di tutto, riscoprire il senso della persona umana, nella sua dimensione individuale e comunitaria, cominciando dalla vita familiare da cui discendono senso di solidarietà e di condivisione”, ha indicato.

“Nel celebrare questo 60° anniversario con voi, la medesima Sede Apostolica desidera assicurarvi del suo sostegno costante al vostro impegno per la causa dell'uomo, che in concreto significa apertura alla vita, rispetto dell'ordine della creazione e adesione a quei principi etici che da sempre sono alla base del vivere sociale”.

“Il Profeta Isaia proclamava l'alba della pace universale legandola ad un'immagine che assume un grande significato per la F.A.O. – ha detto il porporato –: la pace, infatti, ci sarà solo quando i popoli ‘forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci’ (Is 2,4)”.

“Abbiamo in queste parole la considerazione della lotta contro la fame come priorità ed impegno volto a fornire ad ognuno i mezzi per guadagnarsi il proprio pane quotidiano, invece di indirizzare risorse verso i conflitti e le guerre”, ha affermato.

“Più si spende per gli armamenti e meno rimane per gli affamati”, ha poi concluso.

Nel suo discorso Jacques Diouf ha detto che “nel XXI secolo la F.A.O. deve affrontare due questioni centrali: innanzitutto rendere più efficaci le attività svolte insieme ai Paesi membri per eliminare la fame, in linea con il ‘Primo obiettivo di sviluppo del millennio’”, ovvero l’impegno internazionale a dimezzare il numero degli affamati nel mondo entro il 2005.

“Inoltre, deve riuscire ad assicurare il soddisfacimento del fabbisogno mondiale futuro di cibo e di prodotti forestali senza compromettere la sostenibilità delle fragili risorse naturali e il clima del pianeta”, ha sottolineato, secondo quanto riferito da una nota diffusa dalla F.A.O.

Dal canto suo, il Presidente Ciampi è intervenuto per ribadire la necessità di “colmare il solco, fatto di ingiustizia e di disperazione che divide Paesi ricchi e Paesi poveri”, ricordando che proprio da quel solco “traggono origine e alimento i fenomeni che minacciano la sicurezza di tutti noi: l’estremismo, il fondamentalismo, l’odio etnico”.

“Una società che spende centinaia di miliardi in armamenti e consente che ogni anno muoiano di fame cinque milioni di bambini è una società malata di egoismo e di indifferenza”, ha poi aggiunto.

La F.A.O., abbozzata durante la Conferenza di Hot Springs nel maggio del 1943, è la prima tra le Organizzazioni della "famiglia delle Nazioni Unite" con cui la Sede Apostolica ha stabilito formali relazioni diplomatiche.

Con un decreto del 23 novembre del 1948, la F.A.O. riconosceva infatti uno statuto costituzionale speciale alla Santa Sede, permettendogli di venire rappresentata da un Osservatore permanente, incarico questo ricoperto attualmente da monsignor Renato Volante.
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