Il cardinale Sepe riceve i gay: «L’amore di Dio è per tutti»
Nov 02, 2009
La Curia di Napoli, prima in Italia, pone fine al tabù
Guida la delegazione Carlo Cremona, leader «I-Ken»
NAPOLI — Detto, fatto. Il presidente dell’associazione gay-lesbo «I-Ken», Carlo Cremona, l’aveva annunciato mercoledì scorso dalle pagine del Corriere del Mezzogiorno. E ieri, sabato, una delegazione di rappresentanti delle comunità gay con in testa lo stesso Cremona, ha incontrato il cardinale di Napoli Crescenzio Sepe. È la prima volta che un fatto del genere accada nel Bel Paese. Solo in un caso, il cardinale torinese incontrò un comitato per l’organizzazione del «Torino Pride», ma quello era un incontro strettamente legato all’allestimento della manifestazione. La riunione di sabato, invece, tenutasi in Curia e durata più di due ore, ha avuto tutto un altro sapore: quello del dialogo, del confronto tra due punti di vista differenti eppur rispettosi l’uno dell’altro. L’incontro è stato richiesto il 2 ottobre scorso dall’associazione per la difesa dei diritti dei gay, e il sì del cardinale Sepe non si è fatto attendere. Tra i principali motivi della richiesta, l’ondata di aggressioni omofobiche che ha colpito recentemente il capoluogo campano.
«Sono state illustrate a sua eminenza — recita una nota dell’Arcivescovado di Napoli — le finalità dell’associazione della quale fanno parte persone che vivono un diverso orientamento sessuale. A tale riguardo è stato evidenziato che tale alterità si impatta spesso con interpretazioni culturali e sociali assolutamente superficiali e prevenute, che non poche volte si traducono in atteggiamenti di dileggio e di offesa, se non addirittura di aggressione e violenza, anche in forma grave e delittuosa, come purtroppo si è potuto registrare soprattutto in questi ultimi tempi». Nell’intervista rilasciata al Corriere, Cremona aveva preannunciato il desiderio di ottenere un appello, da parte del presule, che condannasse la violenza omofobica. Ciò sarebbe stato, diceva il presidente di I-Ken, di grande conforto per le vittime napoletane di aggressioni omofobiche, gay, lesbiche e trans.
Il cardinale ha infatti condannato «ogni forma di violenza personale» sottolineando «il valore fondamentale dei principi cristiani che mettono la persona al centro di tutto il lavoro di promozione umana, salvaguardandone la dignità e il rispetto, due parametri irrinunciabili che presuppongono comportamenti coerenti da parte di tutti». Sepe ha poi evidenziato come siano «da evitare atteggiamenti esuberanti che possano risultare non solo offesa verso se stessi, ma anche una provocazione». Cremona si dice molto soddisfatto dall’incontro, ben consapevole dell’importanza di quanto accaduto: un segnale di apertura da parte della Chiesa, l’inizio di un dialogo che, seppur nella sua fase embrionale, potrebbe rappresentare l’inizio di una nuova fase. «Le parola utilizzate dal cardinale — dice il presidente di I-Ken — ci hanno ulteriormente convinti dell’opportunità di avere un rapporto costruttivo con la Chiesa di Napoli. Quello di oggi (sabato, ndr) è il primo di una lunga serie di incontri con l’arcivescovo, che avranno come oggetto i temi sociali della città».
Sepe ha inoltre espresso apprezzamento per le attività di promozione sociale portate avanti dall’associazione gay. «Le sue parole — prosegue Cremona — ci hanno riempiti di orgoglio. Gli abbiamo detto che abbiamo bisogno del suo conforto, perché lo Stato e le istituzioni locali ci danno ancora troppo poco. Il presule ha fatto una smorfia quando ha saputo che ancora non abbiamo una sede stabile, e ha detto che siamo un esempio importante di attori sociali all’interno della città». Il concetto chiave intorno a cui si è concentrato il discorso dell’arcivescovo, è quello espresso in due righe anche nella nota inviata agli organi di stampa: «L’amore di Dio è per tutti. Nessuno è escluso dall’ovile del Maestro». Sulla questione ancora aperta, soprattutto in ambito politico, dei diritti civili alle coppie gay, Cremona aveva già detto di non voler fare domande al cardinale Sepe. Non è ancora il momento: lo Stato Vaticano è ancora molto distante, e la stessa associazione ricevuta ieri da sua eminenza ha preso parte, in passato, a manifestazioni che contestavano le decisioni prese dal Vaticano.
Però un rapido scambio di pareri sull’argomento c’è stato, tant’è vero che il cardinale ha detto, come riferisce Cremona: «La strada per ottenere i diritti civili è ancora lunga, e tutta in salita». «Ne siamo consapevoli — dice il presidente di I-Ken — ma noi abbiamo pazienza, e siamo carichi di buona volontà». L’incontro tra i gay e l’arcivescovo Sepe si è svolto, insomma, in maniera serena, ed entrambe le parti hanno usato toni concilianti. Tuttavia, chi si aspettava (ingenuamente) un terremoto nella comunità ecclesiastica, è rimasto deluso. «La diversità di opinione tra noi e la Chiesa — spiega Cremona — è rimasta integralmente. Però, a pensarci bene, questo è stato il sale del nostro incontro e di quelli che spero arriveranno in futuro». E’ di ieri, intanto, la notizia che il cardinale Sepe è entrato a far parte del comitato d’onore della Fondazione Valenzi, dedicata a Maurizio Valenzi, l’ex parlamentare italiano ed europeo sindaco delle prime giunte di sinistra a Napoli dal 1975 al 1983.