Crescenzio Cardinal Sepe Crescenzio Cardinal Sepe
Function:
Archbishop of Napoli, Italy
Title:
Cardinal Deacon of Dio Padre misericordioso
Birthdate:
Jun 02, 1943
Country:
Italy
Elevated:
Feb 21, 2001
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian Il cardinale Sepe riceve i gay: «L’amore di Dio è per tutti»
Nov 02, 2009
La Curia di Napoli, prima in Italia, pone fine al tabù
Guida la delegazione Carlo Cremona, leader «I-Ken»

NAPOLI — Detto, fatto. Il presidente dell’associazione gay-lesbo «I-Ken», Carlo Cremona, l’aveva annunciato mercoledì scorso dalle pagine del Corriere del Mezzogiorno. E ieri, sabato, una delegazione di rappresentanti delle comunità gay con in testa lo stesso Cremo­na, ha incontrato il cardinale di Napoli Cre­scenzio Sepe. È la prima volta che un fatto del genere accada nel Bel Paese. Solo in un caso, il car­dinale torinese incontrò un comitato per l’organizzazione del «Torino Pride», ma quello era un incontro strettamente legato all’allestimento della manifestazione. La riu­nione di sabato, invece, tenutasi in Curia e du­rata più di due ore, ha avuto tutto un altro sapore: quello del dialogo, del confronto tra due punti di vista differenti eppur rispettosi l’uno dell’altro. L’incontro è stato richiesto il 2 ottobre scorso dall’associazione per la di­fesa dei diritti dei gay, e il sì del cardinale Sepe non si è fatto attendere. Tra i principa­li motivi della richiesta, l’ondata di aggres­sioni omofobiche che ha colpito recente­mente il capoluogo campano.

«Sono state il­lustrate a sua eminenza — recita una nota dell’Arcivescovado di Napoli — le finalità dell’associazione della quale fanno parte persone che vivono un diverso orientamen­to sessuale. A tale riguardo è stato evidenzia­to che tale alterità si impatta spesso con in­terpretazioni culturali e sociali assolutamen­te superficiali e prevenute, che non poche volte si traducono in atteggiamenti di dileg­gio e di offesa, se non addirittura di aggres­sione e violenza, anche in forma grave e de­littuosa, come purtroppo si è potuto regi­strare soprattutto in questi ultimi tempi». Nell’intervista rilasciata al Corriere, Cre­mona aveva preannunciato il desiderio di ottenere un appello, da parte del presule, che condannasse la violenza omofobica. Ciò sarebbe stato, diceva il presidente di I-Ken, di grande conforto per le vittime na­poletane di aggressioni omofobiche, gay, le­sbiche e trans.

Il cardinale ha infatti condan­nato «ogni forma di violenza personale» sot­tolineando «il valore fondamentale dei prin­cipi cristiani che mettono la persona al cen­tro di tutto il lavoro di promozione umana, salvaguardandone la dignità e il rispetto, due parametri irrinunciabili che presuppon­gono comportamenti coerenti da parte di tutti». Sepe ha poi evidenziato come siano «da evitare atteggiamenti esuberanti che possano risultare non solo offesa verso se stessi, ma anche una provocazione». Cremo­na si dice molto soddisfatto dall’incontro, ben consapevole dell’importanza di quanto accaduto: un segnale di apertura da parte della Chiesa, l’inizio di un dialogo che, sep­pur nella sua fase embrionale, potrebbe rap­presentare l’inizio di una nuova fase. «Le pa­rola utilizzate dal cardinale — dice il presi­dente di I-Ken — ci hanno ulteriormente convinti dell’opportunità di avere un rap­porto costruttivo con la Chiesa di Napoli. Quello di oggi (sabato, ndr) è il primo di una lunga serie di incontri con l’arcivescovo, che avranno come oggetto i temi sociali del­la città».

Sepe ha inoltre espresso apprezza­mento per le attività di promozione sociale portate avanti dall’associazione gay. «Le sue parole — prosegue Cremona — ci hanno riempiti di orgoglio. Gli abbiamo detto che abbiamo bisogno del suo conforto, perché lo Stato e le istituzioni locali ci danno anco­ra troppo poco. Il presule ha fatto una smor­fia quando ha saputo che ancora non abbia­mo una sede stabile, e ha detto che siamo un esempio importante di attori sociali al­l’interno della città». Il concetto chiave intorno a cui si è con­centrato il discorso dell’arcivescovo, è quel­lo espresso in due righe anche nella nota in­viata agli organi di stampa: «L’amore di Dio è per tutti. Nessuno è escluso dall’ovile del Maestro». Sulla questione ancora aperta, so­prattutto in ambito politico, dei diritti civili alle coppie gay, Cremona aveva già detto di non voler fare domande al cardinale Sepe. Non è ancora il momento: lo Stato Vaticano è ancora molto distante, e la stessa associa­zione ricevuta ieri da sua eminenza ha pre­so parte, in passato, a manifestazioni che contestavano le decisioni prese dal Vatica­no.

Però un rapido scambio di pareri sull’ar­gomento c’è stato, tant’è vero che il cardina­le ha detto, come riferisce Cremona: «La strada per ottenere i diritti civili è ancora lunga, e tutta in salita». «Ne siamo consape­voli — dice il presidente di I-Ken — ma noi abbiamo pazienza, e siamo carichi di buona volontà». L’incontro tra i gay e l’arcivesco­vo Sepe si è svolto, insomma, in maniera se­rena, ed entrambe le parti hanno usato toni concilianti. Tuttavia, chi si aspettava (inge­nuamente) un terremoto nella comunità ec­clesiastica, è rimasto deluso. «La diversità di opinione tra noi e la Chiesa — spiega Cre­mona — è rimasta integralmente. Però, a pensarci bene, questo è stato il sale del no­stro incontro e di quelli che spero arriveran­no in futuro». E’ di ieri, intanto, la notizia che il cardina­le Sepe è entrato a far parte del comitato d’onore della Fondazione Valenzi, dedicata a Maurizio Valenzi, l’ex parlamentare italia­no ed europeo sindaco delle prime giunte di sinistra a Napoli dal 1975 al 1983.

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2009/26-ottobre-2009/cardinale-sepe-riceve-gay-l-amore-dio-tutti-1601919462998.shtml
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