Napoli aspetta il papa. Il cardinale Sepe a Korazym: una visita che darà forza
Oct 06, 2007
A pochi giorni dalla visita di Benedetto XVI nella città partenopea, incontriamo l'arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe. L'attesa e le speranze, ma anche un intenso itinerario di preparazione.
(korazym.org, 04/10/2007) La preparazione logistica e spirituale, le attese e le speranze ed una consapevolezza chiara: in vista dell'arrivo del papa, "Napoli è pronta a prendere in mano la sua storia e il suo futuro". A parlare è il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo della città partenopea, raggiunto ieri da Korazym.org, a margine della riunione della Conferenza episcopale campana. Il cardinale ha fatto il punto sulle tante iniziative di preparazione della giornata del 21 ottobre: dalle catechesi ai gesti di solidarietà, passando per la veglia con i giovani del 20 ottobre, evento che si aggiunge alla proposta dell’Adunanza Eucaristica.
L’arcivescovo di Napoli cardinale Crescenzio Sepe (al centro), il vescovo ausiliare di Napoli mons. Filippo Jannone, O. Carm. (a sinistra) e l'arcivescovo-vescovo di Aversa Mario Milano (a destra) a Pompei in occasione della riunione della Conferenza episcopale campana, il 3 ottobre 2007.
Eminenza, ormai mancano meno di venti giorni alla visita pastorale del Santo Padre a Napoli, il 21 ottobre 2007. Cosa si sente di dire ai napoletani e a tutti i campani che attendono l’incontro con papa Benedetto XVI?
"Attesa … è proprio questa la parola giusta. Da quando il 29 giugno, in occasione della solennità degli Apostoli Pietro e Paolo il Santo Padre ha voluto comunicare la sua decisione di venire a Napoli, l’attesa in tutti i credenti e, in generale in tutta la Città e la Regione, è cresciuta sempre più. Nelle parrocchie, nei movimenti, nelle comunità religiose è palpabile l’emozione, unita però, alla consapevolezza dell’importanza di prepararsi bene all’incontro con il successore di Pietro. Proprio per questo sin dall’indomani dell’annuncio abbiamo preparato una serie di iniziative e di sussidi per aiutare tutti: laici, sacerdoti, religiosi a realizzare una profonda preparazione alla giornata del 21 ottobre".
In particolare, di cosa si tratta?
"Fin dall’inizio del mese di settembre si sono svolti incontri di catechesi biblica per studiare le tematiche del primato del papa, della comunione della Chiesa con il vicario di Cristo, in particolare approfondendo il capitolo 21 del Vangelo di Giovanni, l’omelia tenuta dal Santo Padre il 29 giugno scorso e la Nota pastorale dei vescovi italiani a conclusione del IV Convegno Ecclesiale di Verona. Molto significativo è stato, inoltre, l’invito ad incrementare le iniziative di carità, in aggiunta a quelle già esistenti, motivandole con la visita del papa. Napoli e la Campania non sono zone ricche, ma le persone qui sono molto generose con chi è meno fortunato. Ho potuto constatarlo di persona in occasione dell’asta di beneficenza "In nome della vita", da me lanciata nello scorso mese di dicembre, per realizzare alcune strutture per bambini leucemici all’Ospedale Santobono-Pausillipon e per la Thailandia. È per questo che sono certo che molti risponderanno all’invito a fare un gesto di solidarietà verso i meno fortunati".
Ci sono state iniziative rivolte in particolare ai giovani?
"Certamente. I giovani sono il nostro futuro e sono quelli che potranno trarre dall’incontro con Benedetto XVI i migliori frutti spirituali. Proprio per questo la sera precedente, sabato 20 ottobre, li ho convocati per una Veglia, denominata "Di piazza in piazza … lo annuncio a te". Si svolgerà, non a caso, in una delle periferie della città, nella chiesa dei SS. Pietro e Paolo a Ponticelli. Sarà un momento di festa, con testimonianze, canti, preghiere e musica, un’occasione per incontrarsi, conoscersi, scambiarsi esperienze e condividere la vita e la fede in compagnia del proprio Pastore, nell’attesa di incontrare il Santo Padre nella Santa Messa in piazza Plebiscito. Ma oltre ai giovani delle parrocchie e dei movimenti, (molti li ho incontrati personalmente a Loreto il mese scorso), abbiamo pensato anche agli studenti. Grazie alla collaborazione del direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, dott. Alberto Bottino, si sono svolti momenti di sensibilizzazione specifici per gli studenti, guidati molto spesso dagli insegnanti di religione".
L’incontro con il papa è quasi in contemporanea con il grande Meeting interreligioso, "Per un mondo senza violenza - religioni e culture in dialogo" (dal 21 al 23 ottobre 2007), promosso dalla Comunità di Sant’Egidio. Lei ha sostenuto con forza questo incontro. Quale è il contributo specifico che Napoli e la Campania possono dare ad un appuntamento così importante?
"Lo scorso anno ad Assisi, al termine del Meeting 2006, invitai gli organizzatori a venire a svolgere a Napoli l’edizione di quest’anno perché ero convinto, e lo sono tuttora, che Napoli, splendida città mediterranea che sa accogliere con calore chiunque le faccia visita, abbia il dialogo e la vita con gli altri nel suo carattere profondo. Napoli parla al Mediterraneo, luogo dove si possono accendere o spegnere tanti conflitti. Napoli vuole essere l’Europa aperta al Mediterraneo, all’Africa, al mondo. E sono certo che la presenza di tanti capi religiosi [all’incontro parteciperanno, tra gli altri, il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I; l’arcivescovo di Canterbury, Rowan D. Williams; il rabbino capo d'Israele, Yona Metzger; il rettore dell'Università di Al-Azhar in Egitto, Ahmad Al-Tayyeb, N.d.R.] segnerà un passo significativo nella strada della pace e del dialogo. Inoltre, come si sa, alcuni momenti del Meeting si terranno in diverse Città della Campania, come Nola, Benevento, Amalfi, Torre Annunziata e altre, che potranno dare un contributo specifico all’iniziativa e riceverne contemporaneamente i frutti di grazia".
Napoli, però, non è una città esente da problemi. Come possono la visita del papa e l’incontro interreligioso aiutarla a dissipare le nebbie che la opprimono e allontanare i mali che la insidiano?
"La Chiesa in Napoli non dimentica i problemi che attanagliano la Città e la Regione, ma non lascia che queste difficoltà fermino la fede dei credenti e la tenacia degli uomini di buona volontà. Come ho detto in occasione della festa del Patrono, san Gennaro: ‘L’ormai imminente visita del Santo Padre Benedetto XVI è una provvidenziale occasione per dare nuovo slancio a una terra che già l’amato predecessore, il servo di Dio Giovanni Paolo II, pose al centro del suo indimenticabile pellegrinaggio di 17 anni fa. Da un papa all’altro, Napoli è chiamata a misurare la propria capacità di ritornare ad essere, ogni giorno di più, protagonista di un proprio futuro di giustizia, di pace e di libertà. Altro che male inguaribile: Napoli è pronta a prendere in mano la sua storia e il suo futuro. Di inguaribile, per questa città, resta solo la sua grande capacità di amare. Mettiamo questi nostri impegni nelle mani della nostra Madre Santissima, Regina di Napoli, sicuri che, con la protezione anche del nostro patrono, il santo martire Gennaro, il Signore accoglierà le nostre preghiere’. La parola del Santo Padre conforterà la nostra azione, sosterrà le nostre iniziative, accompagnerà le nostre proposte e incoraggerà la nostra pastorale. Queste giornate certamente serviranno a restituire a questa terra, tra le più belle che Dio ha creato, la forza dell'amore, della condivisione, della comunione perché il nostro popolo dal grande cuore possa ritrovare in se stesso la speranza che illumina il domani".