Omelia delle Ceneri
Feb 23, 2007
Io conto sulla bontà dei giovani.
(denaro.it, 22-02-2007) Io conto sui giovani e credo nella bontà dei loro cuori”. Lo afferma l’arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe durante l’omelia di ieri per le Ceneri celebrata nel Duomo. Dopo le cassette per la raccolta dei coltelli fuori le chiese, l’arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe lancia anche sette videomessaggi per le famiglie napoletane. Il cardinale invita a guardare il nostro mondo e a trovare i segni del suo Creatore.
di Riccardo Parisi
“Entrare nelle case dei napoletani per proporre brevi riflessioni che aiutino a non disperdersi in questo tempo di Quaresima”. È questa l'iniziativa quaresimale del cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, attraverso sette video-messaggi teletrasmessi, il cui filo conduttore sarà il mistero di Dio Creatore di tutte le cose.
Nei messaggi, con un tono molto familiare - informa la diocesi - il porporato invita a guardare il nostro mondo e a trovarvi i segni del suo Creatore. “Impegniamoci a vivere e a promuovere la dignità dell'uomo, speso deturpata qui nella nostra terra - afferma Sepe - è il monito dell'arcivescovo di Napoli. Impegniamoci a custodire e salvaguardare, il giardino a noi consegnato dalle mani di Dio”. Dopo l’iniziativa delle cassette fuori dalle chiese per raccogliere i coltelli e che ha avuto in una settimana un incoraggiante riscontro, con venti fendenti consegnati in forma anonima, a poche ore dalla celebrazione, nella giornata di ieri, delle Ceneri, il cardinale Sepe si affida ai videomessaggi per arrivare direttamente alle famiglie e ai giovani di Napoli.
Ma è proprio ai giovani che si rivolge nelle prime parole dell’omelia delle Ceneri, pronunciata all’interno del Duomo di Napoli. “In questo tempo di Quaresima -afferma il cardinale - dobbiamo domandarci da dove vogliamo partire e dove vogliamo arrivare. Allargando l’orizzonte alla realtà che ci circonda, il nostro sguardo non può non fermarsi sulla sofferernza, sul dolore, sulla violenza, sui soprusi, sulle sopraffazioni, sulle ingiustizie che tanti nostri fratelli e sorelle subiscono ogni giorno”. Poi il riferimento ai giovani che hanno restituito i loro coltelli:”Auspico che altri giovani vogliano seguire il loro esempio. La nostra è una speranza gridata, affinché la violenza ceda il passo alla pace”.