Il Cardinale Sepe tuona sui napoletani
Jan 29, 2007
«Non serve piangersi addosso»
(La Voce d'Italia)NAPOLI, 28 gen - Il cardinale Crescenzio Sepe ha appena ricevuto il premio “Leonardo Renaissance Mediterraneo ”, assegnatogli dal gruppo imprenditoriale Naldi-Mariott per le sue posizioni a favore di un cambiamento etico delle classi dirigenti in Campania Dalla sala dell´Hotel Mediterraneo dove ha ricevuto il premio, il nuovo Vescovo di Napoli ha inviato un messaggio duro ai napoletani: «Smettiamola di piangerci addosso». E il suo intervento va al nocciolo della questione partenopea. «La nostra terra – sottolinea Sepe - è troppo spesso oggetto della cronaca nera e del malaffare, è volutamente sotto i riflettori di chi tende a denigrare il Sud, quasi a volere frenare ogni possibilità di sviluppo economico e turistico e a voler svilire quanto vi è di geniale e di artistico nella nostra cultura e nelle nostre tradizioni». Poi il cardinale continua: «Ogni trasformazione è possibile solo se, da un lato, la smettiamo di piangerci addosso, come se fossimo in un vicolo cieco dal quale è impossibile uscire, dall’altro, se comprendiamo che in ogni settore la nostra terra può farcela ad emergere da questo stato di precarietà economica e di illegalità, che ci portiamo addosso come un abito vecchio, solo se lavoriamo insieme, in collaborazione gli uni con gli altri». Uno sprono tuonante alla cooperazione collettiva. «È necessario – aggiunge ancora Sepe - dare risalto non solo alle singole personalità, ma a quanto vi è di sostanzialmente positivo nella nostra terra per essere noi tutti sempre più coscienti delle potenzialità che abbiamo per trasformare il disfattismo in progettualità, la disoccupazione in lavoro, i sogni in opere concrete, il sangue in speranza».
Crescenzo Sepe poi chiude così il suo intervento: «Dunque, l’obiettivo di tutti non deve essere il raggiungimento, senz’altro auspicabile, di traguardi personali, ma il bene collettivo. E per far diventare la Campania un centro vitale del Mediterraneo non serve, come spesso si è fatto, mettere toppe nuove su un vestito vecchio, ripulire solo le facciate senza sradicare il marcio o semplicemente quell’atteggiamento rinunciatario che spesso ci ha portato a subire passivamente situazioni incancrenite. Bisogna superare ogni tentazione individualistica».