All'asta i doni del cardinale, e non solo quelli
Nov 21, 2006
L'arcivescovo della città campana, Crescenzio Sepe, mette all'asta i doni ricevuti durante i lunghi anni passati in Segreteria di Stato e alle Congregazioni dei vescovi e di Propaganda Fide. I fondi devoluti all'ospedale pediatrico.
(korazym.org, 21/11/2006) In tanti anni trascorsi alla Segreteria di Stato, alla Congregazione dei vescovi e a quella di Propaganda della Fede, si mettono insieme parecchi doni: e di un valore più che discreto. Fra poco meno di un mese, quelli ricevuti dal cardinale Crescenzio Sepe, oggi arcivescovo di Napoli, finiranno all’asta, e il ricavato, attraverso la Caritas e l’Ail, finirà all’ospedale pediatrico ''Pausillipon'' di Napoli, con una parte minore devoluta invece ad una struttura thailandese per la cura dei bambini ammalati di Aids.
L’asta avrà luogo il prossimo 14 dicembre all’Auditorium della Rai di Napoli, dove l’iniziativa è stata presentata ieri. Ad essere banditi non saranno solo gli oggetti del cardinale ma anche quelli che chiunque potrà mettere a disposizione, entro il prossimo 30 novembre. Tutti i beni saranno catalogati, stimati e “pubblicati” sul sito internet della diocesi napoletana, fino al giorno della grande vendita, affidata alla casa d'asta Blindhouse. Nell’auditorium della Rai un grande tabellone segnerà quanto incassato, con un aggiornamento continuo: una serata nella quale ci sarà anche grande musica, con un concerto dell’orchestra “Scarlatti”. Il 6 gennaio 2007, poi, il ricavato sarà consegnato all'ospedale che lo utilizzerà per l'acquisto di lettini a flusso laminare per la degenza di bambini affetti da malattie oncologiche.
''Dobbiamo chinarci su chi ha più bisogno - ha spiegato Sepe - vogliamo dare in segno per dire che non siamo assenti''. Il cardinale ha spiegato che l'idea di fare un'asta di beneficenza è nata durante la sua visita all''ospedale pediatrico ''Santobono'' di Napoli, fatto il giorno successivo al suo arrivo alla guida della diocesi di Napoli. Un'iniziativa, ha auspicato il cardinale Sepe, che dovrebbe ripetersi ogni Natale, offrendo cosi' ai napoletani di ''fare un gesto di grande solidarieta'''.
Alle istituzioni ''chiedo di passare con tutte le forze dai progetti ai fatti, cioè le tante progettazioni che abbiano uno sbocco concreto per risolvere i tanti problemi che abbiamo oggi''. Un riferimento ai tanti problemi della città, e alla volontà della Chiesa napoletana di “vedere la realtà e cercare di portare un contributo di aiuto nella concertazione delle forze, in modo da risolvere i mali che affliggono la città”. "Ce la possiamo fare, se mettiamo insieme le genti coraggiose di questa città", ha concluso l'arcivescovo che della voglia di riscatto del capoluogo campano parlò fin dal giorno del suo insediamento, trascorso a Scampia, il quartiere simbolo delle vicende legate alla camorra, e più recentemente in occasione dell'ondata di violenze che ha sconvolto la città ai primi di novembre.