Il cardinale Sepe entra a Napoli, passando da Scampia
Jul 12, 2006
Non poteva che cominciare dal quartiere simbolo della lotta alla camorra, l'insediamento del cardinale Crescenzio Sepe come nuovo arcivescovo di Napoli. Ieri, in Duomo, la prima celebrazione.
(korazym.org, 02/07/2006) NAPOLI - Non poteva che comincare da Scampia, l'insediamento del cardinale Crescenzio Sepe come nuovo arcivescovo di Napoli. Il quartiere simbolo delle vicende legate alla camorra, ma anche della voglia di riscatto ha fatto da sfondo al primo incontro dei napoletani con il loro nuovo pastore. L'ex prefetto della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli ha voluto iniziare la sua nuova missione da qui, prima della solenne celebrazione, svoltasi in Duomo, alla presenza delle autorità e di oltre 3mila fedeli. Il cardinale, accolto dal calore di migliaia di persone, si è inginocchiato e ha baciato la terra, perchè “chi ama Napoli si volge per prima cosa, come buon samaritano, sulle sue ferite”. “Esiste il bello e il brutto di Napoli, - ha detto Sepe - ma per un pastore non può esistere un amore frazionato o selettivo”.
La sua visita nel quartiere ha voluto essere “soprattutto un atto di omaggio”, per ricordare che “non siamo in una terra di nessuno, o peggio in un dominio riservato del malaffare e della violenza”. “Sebbene il male sembri dominare – è il messaggio di speranza dell'arcivescovo - è anche vero che il bene è all'opera con altrettanta energia e determinazione”. A dimostrarlo, l'idea che Scampia sia “anche un fortino inespugnabile di solidarietà e di condivisione con iniziative che stentano a fare rumore ma che incidono fortemente negli animi”. Grande emozione tra i presenti, quando il cardinale ha ricordato la visita di Giovanni Paolo II nel quartiere e la sua esortazione agli abitanti a non arrendersi mai al male. “Quella consegna - dice - è più attuale oggi, di fronte alle difficoltà e ai disagi”, che per Sepe hanno un nome e un cognome: le carenze di servizi, la crisi dell'occupazione, l'abbandono della scuola da parte dei giovani, i fenomeni di delinquenza e devianza sociale e la criminalità organizzata. Una realtà in cui il male può essere vinto con il bene: la strada che apre “nuovi orizzonti di prosperità e pace per Napoli e per tutto il Sud”.
Parole forti che danno un segnale eloquente alla popolazione e delineano anche un primo tratto dell'impegno pastorale del nuovo vescovo, che subito dopo la visita a Scampia, è arrivato in cattedrale per l'insediamento solenne. Ad accoglierlo, tante gente comune, insieme ai ministri campani Clemente Mastella, Alfonso Pecoraro Scanio e Luigi Nicolais, i rappresentanti delle istituzioni locali e il segretario della Cei mons. Giuseppe Betori. Nella sua omelia, il neo arcivescovo ha auspicato per la Chiesa di Napoli ''una vera e propria missione a largo raggio nella realtà cittadina'', anzitutto spirituale ma anche ''attenta a tutte le forme di impegno sociale e territoriale in grado di favorire lo sviluppo armonico''. “Se è vero che Napoli, come tutta la regione circostante, è ricca di una storia plurisecolare che ha visto fiorire diverse culture, arte, lettere, musica e canto, all'insegna di una civiltà a cui ancora il mondo guarda ammirato, - ha detto - è anche vero che assieme a questa eredità oggi sono presenti gravi problemi, difficoltà e pericoli che minacciano la pacifica convivenza e l'ordinato vivere civile”. Per questo, c'è bisogno ''di fiducia e di coesione solidale per far emergere la grandezza di questa metropoli e di questa regione''. E nella preghiera finale c'è stato spazio anche per le famiglie ed i giovani, gli ammalati e gli anziani, per tutti coloro ''che vivono nell'incertezza e nello scoraggiamento'', a causa della disoccupazione, della carenza di alloggi o per la ''diffusione della violenza''.
Durante la Messa, spazio alla commozione con il passaggio del bastone pastorale (nella foto AP/La Porta) dal cardinale Michele Giordano, arcivescovo da 19 anni, ma anche ad alcuni gesti fuori protocollo, scanditi lungo l'intera giornata: prima, a Scampia, il cardinale Sepe ha indossato il berretto giallo con il quale una suora si difendeva dal caldo; poi, lungo via Duomo, ha abbracciato e scherzato con un bimbo down che, intrufolatosi oltre le transenne, lo aveva strattonato per la veste rossa; infine, in cattedrale, la conclusione dell'omelia affidata a una napoletanissima esortazione, '''A Madonna c'accumpagna''. E significativo è stato l'abbraccio speciale per Tonia Accardo, la mamma che aveva rinunciato alla chemioterapia per consentire la nascita della sua bambina, invitata personalmente da Sepe alla cerimonia. Per il cardinale impegnato per anni nella Curia romana inizia davvero una nuova vita.